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Settembre 17, 2026
Cambia il modo di fare colazione degli italiani. Il modello tradizionale, ancora dominante e pari al 60% del totale a valore, in 12 mesi ha perso il 2,2% dei volumi venduti. Al contrario, la colazione innovativa ha registrato una crescita del 7,1% a volume, ben al di sopra dell’andamento complessivo del mercato della prima colazione.
Nel 2025, tra supermercati, ipermercati e libero servizio, il comparto della prima colazione ha segnato complessivamente un aumento dell’1,4% a volume e del 5,1% a valore, superando gli 11,5 miliardi di euro di sell-out.
A sostenere l’evoluzione del breakfast sono soprattutto nuovi stili alimentari e una crescente attenzione alla composizione dei prodotti. Free from, plant based, superfood e prodotti rich-in conquistano spazio nel carrello, modificando progressivamente l’offerta e le abitudini di consumo.
Il free from riveste un ruolo di primo piano nella nuova colazione, soprattutto in quella innovativa, dove rappresenta il 48,6% del giro d’affari, superando i 2,2 miliardi di euro. Nel corso dell’anno il comparto è cresciuto del 9,4% a valore e dell’8,0% a volume.
Tra le caratteristiche più richieste emergono soprattutto “senza lattosio”, “pochi grassi”, “pochi zuccheri” e “senza zuccheri aggiunti”. Anche il “senza glutine” mantiene un ruolo rilevante, sia nella colazione tradizionale sia in quella innovativa.
Un altro fenomeno in forte crescita è quello dei prodotti rich-in, che rappresentano il 34,1% delle referenze e il 38,9% del giro d’affari complessivo del paniere innovativo. Nel 2025 questo segmento ha registrato una crescita del 9,5% a valore e dell’8,9% a volume.
Nella colazione tradizionale, invece, il rich-in ha un peso più contenuto: rappresenta il 9,5% dei prodotti e l’8,8% del sell-out a valore.
Il lifestyle è uno dei principali fattori che stanno trasformando la prima colazione e rappresenta una delle aree più dinamiche del segmento innovativo. Nel 2025 ha registrato una crescita a doppia cifra, pari all’11,4% a valore e al 10,2% a volume.
Nella colazione tradizionale, al contrario, l’andamento è stato lievemente negativo, con una variazione dell’1,0% a valore e dell’1,3% a volume.
A distinguersi è soprattutto il claim “plant based”, le cui vendite a volume sono aumentate del 9,3% nel paniere della colazione tradizionale e del 21,9% in quello della colazione innovativa.
Anche il fenomeno dei super ingredienti contribuisce a modificare il breakfast degli italiani. Nella colazione innovativa raggiunge il 37,2% dell’assortimento e il 27,7% del giro d’affari, sostenuto da una crescita annua a doppia cifra: +11,2% a valore e +9,6% a volume.
Tra le categorie più dinamiche spiccano superfruit e superfood, che intercettano la crescente attenzione verso ingredienti associati a un’immagine salutistica. Crescono anche semi e supercereali/farine, espressione di un orientamento sempre più marcato verso ingredienti percepiti come naturali e funzionali.
Parallelamente, l’utilizzo di dolcificanti e spezie contribuisce a ridefinire l’offerta, sia dal punto di vista del gusto sia da quello della percezione salutistica, spesso in relazione ai trend legati alla riduzione degli zuccheri.
Mantengono invece una posizione significativa i super ingredienti legati alla dimensione più tradizionale della colazione, a conferma di una ricerca di equilibrio tra innovazione e familiarità.
Sul fronte dei valori identitari e dei driver nutrizionali, le diverse espressioni dell’italianità risultano meno performanti nella colazione tradizionale, dove i volumi sono diminuiti dell’1,4%, rispetto a quella innovativa, che ha registrato una crescita del 5,0%.
In questo contesto, i richiami all’italianità sembrano svolgere soprattutto una funzione legata alla fiducia, alla percezione di qualità e al legame con il territorio.
Un andamento simile riguarda i claim associati a qualità e tradizione. Nella colazione tradizionale hanno registrato una crescita dello 0,2% a valore, accompagnata però da una flessione del 2,7% a volume. Nella colazione innovativa, invece, sono aumentati dell’11,4% a valore e del 7,0% a volume, sostenuti da indicazioni come “ricetta antica”, “filiera” e “territorio”.
Nel complesso, i dati delineano una colazione italiana sempre più articolata, nella quale alla tradizione si affiancano nuove esigenze legate a benessere, funzionalità, ingredienti e stili alimentari. Il risultato è un breakfast in trasformazione, capace di combinare familiarità e innovazione e di orientare in modo sempre più evidente le scelte d’acquisto.
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