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Maggio 25, 2026
Il Consiglio dei Ministri ha varato un nuovo pacchetto di interventi contro il caro energia: sconti sui carburanti, crediti d’imposta per fertilizzanti e trasporti, più fondi al Tpl e proroga dei versamenti fiscali.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto carburanti che proroga il taglio delle accise fino al 6 giugno e stanzia, tra l'altro, altri 200 milioni per l'autotrasporto. La riduzione sarà di circa 5 centesimi al litro sulla benzina e di circa 10 centesimi sul gasolio. Le nuove aliquote riguardano anche GPL, gas naturale per autotrazione, biodiesel e carburanti HVO. Per il settore dell’autotrasporto viene prorogato fino a giugno 2026 il credito d’imposta destinato a compensare il caro carburanti sostenuto tra marzo e giugno.
La misura dispone di risorse complessive pari a 300 milioni di euro, inclusi i 100 milioni già previsti da un precedente decreto. Tra le novità anche una semplificazione per gli autotrasportatori: dal 1° ottobre 2026 il termine del silenzio-assenso per i crediti d’imposta sarà ridotto da 60 a 30 giorni e le domande dovranno essere presentate esclusivamente online. Nuovi aiuti anche per l’agricoltura. Il decreto introduce un credito d’imposta fino al 30% per l’acquisto di fertilizzanti effettuato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Il beneficio sarà concesso entro un limite massimo di 40 milioni di euro e nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato adottate dopo la crisi in Medio Oriente. Viene inoltre rafforzata l’agevolazione per l’acquisto di gasolio agricolo, con uno stanziamento totale di 90 milioni di euro. Il governo interviene anche sul trasporto pubblico locale, aumentando di 80 milioni di euro all’anno, a partire dal 2026, il Fondo nazionale destinato al settore. Le risorse serviranno soprattutto a sostenere il rinnovo dei contratti di lavoro.
Sul piano fiscale, professionisti, partite IVA e contribuenti in regime forfetario o di vantaggio potranno versare le imposte in scadenza il 30 giugno entro il 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione. Sarà inoltre possibile pagare entro il 19 agosto con una maggiorazione dello 0,80%.
Il decreto prevede inoltre un nuovo intervento a favore di Acciaierie d'Italia. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy potrà concedere fino a 100 milioni di euro di finanziamento aggiuntivo per garantire la continuità operativa degli impianti siderurgici durante la procedura di cessione dell’azienda.
Dopo un confronto definito "approfondito e costruttivo" tra il Governo e le associazioni dell’autotrasporto a Palazzo Chigi, è stato sospeso il fermo nazionale dei tir previsto dal 25 al 29 maggio. La decisione è stata presa da Unatras, il coordinamento delle principali sigle del settore guidato dal presidente FAI Paolo Uggè, al termine dell’incontro dedicato all’emergenza legata al caro carburanti. Sul tavolo le difficoltà delle imprese di trasporto, colpite dai forti rincari di benzina e gasolio.
Durante il vertice è stata raggiunta un’intesa sulle misure economiche considerate più urgenti dal comparto. È stato inoltre concordato l'avvio di un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti finalizzato a proseguire l'analisi delle altre questioni di carattere tecnico-normativo che interessano il comparto e la ricostituzione della Consulta generale dell'autotrasporto e della logistica quale organismo deputato alla definizione delle politiche di settore.
Unatras, nell'esprimere soddisfazione per il raggiungimento dell'intesa col Governo, conferma la necessità di monitorare la concreta attuazione dei provvedimenti e, al contempo, di proseguire il percorso di confronto costante con le Istituzioni. Unatras evidenzia che la decisione assunta dalle federazioni aderenti, che sarà condivisa e formalizzata dagli organismi esecutivi nei prossimi giorni, rappresenta un gesto di responsabilità nei confronti del Paese e del sistema economico nazionale, nella consapevolezza della necessità di garantire continuità ai servizi di trasporto e logistica. I contenuti dell'intesa, recepiti nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, saranno illustrati alle imprese aderenti nel corso delle iniziative già programmate per le giornate di sabato e domenica.
"Ancora una volta emerge come l'unità della categoria, anche se faticosamente raggiunta, paghi", sottolinea Paolo Uggè, presidente FAI e presidente Unatras. "È stata infatti la condivisione della quasi totalità delle federazioni rappresentative del settore a portare l'Esecutivo a dare risposte concrete alle richieste della categoria, fortemente penalizzata da una decisione errata che scaricava sulle imprese di autotrasporto la riduzione di 20 centesimi al litro decisa dal Governo per fronteggiare l'impennata dei costi del gasolio".
Uggè evidenzia inoltre come, dopo trent'anni, un'intesa con il mondo dell'autotrasporto sia stata sottoscritta direttamente dal Presidente del Consiglio e come, dal 2004, il settore torni ad avere un confronto strutturato con l'Esecutivo. "È un fatto positivo, che rappresenta il riconoscimento del ruolo essenziale del trasporto e della logistica per lo sviluppo economico di un Paese come l'Italia. Un riconoscimento importante - continua il presidente FAI - che dovrà proseguire anche in futuro, a condizione che il mondo della rappresentanza continui a rafforzare l'unità di intenti".
"È con reale stupore, tristezza e impotenza che apprendiamo il contenuto dell’ennesimo decreto carburanti che vara di nuovo aiuti per le stesse categorie e ancora una volta ignora chi, in Italia, trasporta la cosa più preziosa che c’è, la vita delle persone e la loro mobilità". Questo il commento di Riccardo Verona, presidente di An.bti-Confcommercio, che ha poi aggiunto: "È con ancor maggior incredulità che constatiamo che, pur di accontentare categorie che da sempre sono ampiamente e continuamente sostenute, sia stato tranciato per tutti lo sconto sulle accise del diesel, portato ora a soli 10 centesimi. Taglio dagli effetti catastrofici e tra l’altro non annunciato e non evidenziato in alcun modo".
Per l'Associazione, "è avvilente constatare come, un Paese considerato a vocazione turistica, si volti dall’altra parte davanti alle richieste di aiuto di una categoria del turismo che da mesi lavora in condizioni inaccettabili ed al contempo porti avanti scelte drastiche pur di accontentarne delle altre". In tutti i Paesi d’Europa, la categoria dei bus turistici nazionale riceve aiuti strutturali per il rinnovo del parco mezzi, il recupero fisso delle accise sul gasolio, supporto costante e considerazione solida, e nel nostro Paese, "il più bello ed il più turistico di tutti, questa categoria non riesce ad avere un briciolo di considerazione nemmeno nei momenti di crisi chiara e palese".
Nessuna risposta è mai arrivata alle lettere inviate da An.bti, nessuna convocazione, "nessuno tra le Istituzioni ha sentito in questi mesi il bisogno o almeno il dovere di chiedere a questi imprenditori quali sono le loro attuali condizioni di lavoro. Imprenditori che acquistano bus da mezzo milione di euro con le loro sole forze, che sono colpiti da costi inverosimili in tutti i Comuni Italiani, che lottano con la carenza di autisti cronica e una burocrazia illogica, e che oggi, con il costo del gasolio a livelli insostenibili, si voltano per cercare la mano dello Stato e trovano un vuoto ingiustificato ed ingiustificabile".
"Si trovano ad ogni costo centinaia di milioni per gli altri segmenti del trasporto e non si trovano 20 milioni di euro per una categoria allo stremo mai aiutata e mai considerata. Questa non è equità, chiediamo rispetto e pretendiamo dignità per la categoria dei bus turistici Italiani e continueremo a chiederla e pretenderla, giorno dopo giorno”, ha concluso il presidente Verona.
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