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BLACKOUT ELETTRICI, CRESCE IL "CONTO" PER IMPRESE E NEGOZI

L'anno scorso 7,5 blackout in media per utenza al Sud contro i 3,5 del Nord. Confcommercio denuncia perdite tra 2mila e 5mila euro per i negozi

Cartiere costrette a fermare la produzione per alcune ore, macchinari danneggiati da una micro-interruzione della corrente, sistemi informatici e di telecomunicazioni in tilt. Con l'aumento delle temperature e delle ondate di calore, i blackout elettrici stanno diventando una criticità sempre più frequente per le imprese italiane. Le cronache delle ultime settimane raccontano un fenomeno diffuso da Nord a Sud. A inizio luglio il Comune di Fonte Nuova ha chiesto verifiche dopo una lunga serie di blackout che ha interessato il quadrante nord-est della città metropolitana di Roma. L'emergenza che a fine giugno ha colpito diversi quartieri di Torino è arrivata fino al Consiglio comunale, mentre a Teramo il Comune ed E-Distribuzione si sono confrontati in Prefettura dopo ripetute interruzioni del servizio.

Secondo i dati dell'Arera e dei principali distributori elettrici, il peggioramento della continuità del servizio è particolarmente evidente e aggravato dai fenomeni climatici estremi. Il problema non è la disponibilità di energia, ma la capacità delle reti di distribuzione di reggere carichi crescenti in condizioni climatiche sempre più estreme. Per la manifattura la questione non riguarda soltanto i blackout prolungati. "A livello industriale il problema non sono tanto le interruzioni complete della fornitura, più rare sulle reti in media e alta tensione, quanto il decadimento della qualità della rete", spiega Daniele Bianchi, presidente del Coordinamento dei Consorzi Energia di Confindustria. "Negli ultimi anni stiamo osservando un peggioramento delle prestazioni e sono sempre più frequenti le micro-interruzioni". 

 

Secondo Confcommercio, un blackout può provocare perdite tra 2mila e 5mila euro in poche ore tra incassi mancati, prodotti deteriorati e costi del personale. I danni aumentano nei pubblici esercizi, quando l'interruzione avviene durante il servizio con clienti già presenti e cucine ferme. "I blackout estivi non sono più un'emergenza occasionale ma un problema strutturale e generalizzato", afferma Pierpaolo Masciocchi, responsabile Ambiente, Utilities e Sicurezza di Confcommercio. "Le segnalazioni raccolte nelle ultime settimane da città come Torino e Milano confermano una situazione che richiede interventi urgenti. Le attività economiche subiscono danni alle attrezzature, perdita di merci deperibili e impossibilità di utilizzare Pos, registratori di cassa e impianti di refrigerazione". Il nodo più contestato riguarda però gli indennizzi automatici previsti dalla normativa. Per famiglie e piccole utenze (in bassa tensione) il rimborso scatta dopo otto ore consecutive senza elettricità e parte da 34,50 euro.

Gli importi aumentano con la durata dell'interruzione e con la potenza impegnata, fino a un massimo di 10mila euro per le utenze in bassa tensione di maggiori dimensioni e di 40mila euro per quelle in media tensione.  Secondo le associazioni di categoria, tuttavia, questi meccanismi non coprono i danni effettivamente subiti dalle imprese. "Gli indennizzi automatici risultano del tutto insufficienti rispetto alle perdite economiche reali", osserva Masciocchi. "Per questo chiediamo di accelerare gli investimenti sulle reti, sostituire le infrastrutture obsolete e introdurre sistemi di monitoraggio e gestione predittiva dei carichi". Con il caldo record destinato a diventare strutturale e con la crescente elettrificazione dei consumi, il rischio è che i blackout smettano di essere eventi eccezionali per trasformarsi in un fattore permanente di vulnerabilità per il sistema produttivo.

tratto da Il Sole24 Ore

di Michela Finizio e Enrico Schlitzer

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