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L'outlook della settimana. Il punto al 23 giugno 2026

Il valore strategico della moneta

A oltre venticinque anni dalla nascita dell’euro, il tema della sovranità monetaria è al centro delle recenti riflessioni di Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia e di Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della BCE. In un contesto segnato dalla competizione geopolitica, dalla digitalizzazione della finanza e dalla crescente rilevanza della sicurezza informatica, la capacità dell’Europa di garantire l’accesso a una moneta pubblica sicura e utilizzabile anche in forma digitale diventa un elemento essenziale dell’autonomia strategica del continente. Da qui l’attenzione crescente verso l’euro digitale e verso il rafforzamento delle infrastrutture europee dei pagamenti.

Inflazione ancora elevata, ma l’economia mostra segnali di tenuta

A maggio l’inflazione italiana è salita al 3,2%, lo stesso livello registrato nell’area euro secondo i dati diffusi rispettivamente da Istat ed Eurostat. Il rialzo dei prezzi rimane uno dei principali fattori di attenzione per famiglie, imprese e autorità monetarie.
Nonostante questo quadro, diversi indicatori suggeriscono una moderata capacità di tenuta dell’economia. La Congiuntura Confcommercio evidenzia come consumi, occupazione e turismo continuino a sostenere l’attività economica, rafforzando l’ipotesi di una crescita del PIL italiano prossima all’1% nel 2026. Un risultato che, pur lontano dai ritmi delle economie più dinamiche, confermerebbe la resilienza del sistema produttivo nazionale.

Credito, edilizia e mercato immobiliare sostengono l’attività interna

Tra i segnali più incoraggianti emerge l’andamento del credito. Secondo l’ABI, a maggio i prestiti a famiglie e imprese sono cresciuti del 3% su base annua, proseguendo una tendenza positiva avviata nella primavera dello scorso anno. Anche il settore delle costruzioni continua a offrire un contributo positivo. Ad aprile, rileva Istat, la produzione è aumentata dello 0,3% rispetto al mese precedente e il trimestre febbraio-aprile mostra un progresso dello 0,4%. Parallelamente il mercato immobiliare mantiene una dinamica favorevole: nel primo trimestre dell’anno i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, accelerando rispetto ai trimestri precedenti.
Elementi che suggeriscono una certa dinamicità della domanda interna.

Export e territori: il motore resta la manifattura

Sul fronte internazionale, l’export continua a rappresentare uno dei principali punti di forza del Paese. Secondo Unioncamere, le oltre 118 mila PMI esportatrici italiane generano circa 280 miliardi di euro di vendite all’estero, confermando il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nella proiezione internazionale della nostra economia. Inoltre, l’indagine della Banca d’Italia sui trasporti internazionali mostra una sostanziale stabilità dei costi logistici nel 2025, elemento importante in una fase in cui molte imprese continuano a confrontarsi con tensioni geopolitiche e incertezze sulle catene di approvvigionamento.
Parallelamente,  gli Osservatori Format Research e Nomisma presentati all’80ª Assemblea di Assodistil mostrano come il settore delle bevande spiritose stia affrontando una fase impegnativa, caratterizzata da consumi interni più deboli e da uno scenario internazionale incerto. Tuttavia, l’export rimane un importante elemento di sostegno: nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 1,7 miliardi di euro, confermando la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati globali anche in contesti difficili.
Le dinamiche territoriali restano differenziate ma complessivamente positive. Nel Rapporto l’Economia della Lombardia, Banca d’Italia stima per il 2025 una crescita dello 0,7%, leggermente superiore alla media nazionale, accompagnata dalla ripresa della manifattura. Contemporaneamente, secondo Svimez, il Mezzogiorno ha continuato a crescere per il quarto anno consecutivo più del Centro-Nord, confermando una tendenza che rappresenta una delle novità più interessanti dell’attuale ciclo economico. Dal canto suo, il Veneto guarda con fiducia ai prossimi mesi. L’analisi presentata da Banca Ifis, realizzata anche su dati di Format Research, evidenzia il peso strategico della regione nell’export e nella manifattura italiana e prospetta per il 2026 un progressivo riallineamento alle dinamiche nazionali dopo una fase di minore crescita relativa.

Innovazione e competitività per affrontare le nuove sfide

La competitività passa sempre più anche dalla qualità delle istituzioni e dalla capacità delle amministrazioni pubbliche di utilizzare efficacemente le tecnologie digitali. Secondo l'OCSE, l'Italia è migliorata sul fronte del governo digitale: nel 2025 ha ottenuto un punteggio di 0,67, ancora inferiore alla media OCSE di 0,70 ma in crescita di 0,09 punti rispetto al 2023.

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